Lavavetri ai semafori: le responsabilità del Comune

LawOgni automobilista, quale “cittadino e fruitore delle pubbliche vie”, patisce ormai da anni la presenza, presso gli incroci regolati da impianti semaforici, dei lavavetri i quali, nella maggior parte dei casi, allo scattar del rosso, impongono con arroganza ed insistenza il lavaggio del parabrezza. Si sottolinea “con arroganza” perché comunque, prima di chiedere all’automobilista il permesso di procedere al “lavaggio”, spesso hanno già appoggiato sul parabrezza la loro spugna bagnata e quindi “sporcato il vetro”. Per sfinimento l’automobilista acconsente alla pulizia per poi corrispondere una modica cifra, più per ragioni “umanitarie” che di risultato.
Non è detto, tuttavia, che tali comportamenti debbano essere obbligatoriamente subiti senza possibilità di reazione.
Il Comune, quale ente proprietario della strada, è tenuto, ai sensi dell’art. 14 C.d.S., ad adottare ogni misura idonea ad impedire o far cessare questi comportamenti molesti, oltre che pericolosi per la circolazione. Ragion per cui l’automobilista che dimostri la percorribilità di una determinata via (ad es. tragitto giornaliero casa-lavoro) e la presenza dei lavavetri su quella determinata via (ad es. tramite semplici fotografie scattate anche dal proprio cellulare) potrebbe vedersi riconoscere dalle preposte Autorità un equo danno di natura esistenziale.

a cura dell’avv. Luigi Sciacovelli

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