Saldo Imu e Tasi, come calcolarlo

Il prossimo 16 dicembre è l’ultimo giorno utile per pagare il saldo sia dell’Imu che della Tasi dovute per il 2015.

shutterstock_81388666Come va effettuati il calcolo e quali sono le regole che devono seguire gli inquilini che devono pagare la quota della Tasi?

Ricordiamo che sia l’Imu e che la Tasi hanno la stessa base imponibile, quindi le regole per calcolare il saldo sono identiche.

In primo luogo occorre individuare la rendita catastale dell’immobile che si trova facendo una visura catastale o sull’atto di compravendita dell’immobile. La rendita deve essere poi rivalutata al 5%. Il valore ottenuto deve essere moltiplicato per degli specifici coefficienti previsti dalla legge che sono:

  • 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
  • 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
  • 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;
  • 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5. Tale moltiplicatore è elevato a 65 a decorrere dal 1º gennaio 2013;
  • 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

Al valore ottenuto si devono poi applicare le aliquote Imu e Tasi. Sul sito del Dipartimento delle Finanze si trova la delibera del proprio Comune: se è stata approvata dopo il 30 luglio e pubblicata sul sito dopo il 28 ottobre 2015, si applicano le aliquote dell’anno precedente, quelle del 2014. Se invece il Comune ha approvato la delibera con le nuove aliquote entro il 30 luglio e ha provveduto alla pubblicazione sul sito del Mef entro il 28 ottobre, occorre rifare il calcolo con le nuove aliquote. L’importo, così determinato, al netto di quanto già versato in acconto, costituisce il saldo da pagare entro il 16 dicembre.

Ricordiamo che l’Imu si paga sull’abitazione principale solo se è di categoria catastale A1, A8 e A9, mentre la Tasi si paga su tutti gli immobili. L’Imu si basa sui mesi e sulla quota di possesso di un immobile e può accadere che nel corso dell’anno cambi la destinazione dell’immobile o le sue caratteristiche. È bene precisare che il mese di possesso si calcola per intero anche se il possesso di un immobile è avvenuto solo per 15 giorni.

Obbligato a pagare il tributo comunale sui servizi indivisibili è anche l’inquilino. Anche in tal caso il punto di riferimento è la delibera comunale che stabilisce la quota a carico del conduttore compresa tra un minimo del 10% e un massimo del 30%.

Fonte:
Adoc Nazionale

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