Archivi categoria: Energia

Calo delle tariffe di luce e gas

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Ogni tre mesi l’autorità Arera aggiorna le bollette elettriche (per i consumatori del segmento a maggior tutela) e determina il prezzo di riferimento per il metano. Questi prezzi poi diventano il riferimento per tutto il mercato al dettaglio, anche quello liberalizzato.

L’Autorità ha annunciato che dal 1° aprile al 30 giugno per la famiglia-tipo, il costo dell’elettricità diminuirà dell’8% e quello del gas del -5,7%. Le riduzioni sono determinate dal calo delle quotazioni sui mercati energetici all’ingrosso e alla previsione di consumi inevitabilmente in diminuzione del gas.

Le associazioni dei consumatori puntano però il dito sugli oneri generali di sistema che vedranno un leggero aumento del 1,1% ed attraverso i quali si continuano a pagare gli oneri per la dismissione delle centrali nucleari, il finanziamento dei regimi tariffari speciali, gli incentivi alle fonti rinnovabili.

fonte : ilsole24ore

Mercato libero di luce e gas dal 1° luglio 2019

Dal 1° luglio 2019 il mercato tutelato dell’energia cesserà di esistere in favore della sua liberalizzazione.

Cosa cambia? La differenza principale consiste nel fatto che, mentre nel mercato tutelato periodicamente l’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) propone un prezzo di riferimento a cui le aziende che vendono gas ed energia elettrica sono obbligate ad aderire (servizio di Maggior Tutela), nel mercato libero gli operatori possono applicare il prezzo che preferiscono. Questo comporta quindi che i costi in bolletta possono esser suddivisi più esplicitamente. Ci sarà una componente prezzo dell’energia fornita che rispetterà l’accordo di offerta firmato dal cliente con il partner del mercato libero. In aggiunta ci saranno le accise e i costi di distribuzione che sono definiti dall’Autorità, a prescindere dall’operatore scelto.

Passare obbligatoriamente al mercato libero, fin d’ora, non è necessario.

Si invitano i consumatori a prestare attenzione alle telefonate da parte di operatori che propongono necessariamente un cambio di gestore

L’Adoc è disponibile per qualsiasi chiarimento e supporto.

 

fonte : quifinanza

 

 

 

Prevenzione delle attivazioni contrattuali non richieste

 

Eni e le Associazioni dei Consumatori riconosciute dal CNCU , Il Consiglio Nazionale e degli Utenti, hanno firmato un protocollo di autoregolamentazione per la prevenzione delle attivazioni contrattuali non richieste.

Il protocollo prevede l’istituzione di un Osservatorio che monitorerà il fenomeno mediante una serie di strumenti tra cui un modulo on line per le segnalazioni sul sito eni.com (Area Consumerismo) e le testimonianze dirette delle Associazioni.

 

Arriva il portale online di comparazione delle tariffe!

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A breve un nuovo strumento di comparazione online verrà predisposto da ARERA per aiutare i consumatori ad orientarsi nell’oceano delle offerte contrattuali per luce e gas. La messa in servizio sarà graduale: a partire da Luglio il portale confronterà solo le offerte PLACET (prezzo libero a condizioni equiparate di tutela), ovvero quelle libere solo nel prezzo ma a tutele prefissate dall’agenzia stessa. Nei successivi due mesi verranno integrate anche le offerte che oggi sono disponibili sul Trova offerte, strumento che andrà a scomparire. Nei successivi tre mesi verranno inserite tutte le altre offerte di energia elettrica e gas rivolte alla generalità dei clienti finali che sono pubblicizzate sia sui canali web che presso gli sportelli.  E’ previsto anche un sistema di supporto telefonico fornito dallo sportello per il consumatore dell’Autorità.

L’innovazione più grande risulta però essere la possibilità di confronto offerta anche ai piccoli clienti non domestici e nel caso di forniture di gas anche per i condomini.

Oneri generali di sistema: l’Autorità fa un po’ di chiarezza

In una nota rilasciata recentemente da ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) vengono finalmente fornite delucidazioni riguardo alla nuova normativa in materia di riscossione e versamento degli oneri di sistema.

Innanzitutto viene ricordato che gli oneri sono previsti dal legislatore al fine di finanziare diversi obiettivi di interesse generale, ad esempio lo sviluppo delle fonti rinnovabili, i bonus sociali, ecc. Questi oneri sono imposte indirette concepite come maggiorazioni del costo del servizio di trasporto dell’energia.

Fino al 2017, l’Autorità, con l’obiettivo di raccogliere interamente il gettito complessivo, d’accordo con le società di fatturazione e distribuzione della materia energetica, aveva applicato il c.d. Codice Rete, obbligando così tutti i soggetti della filiera al versamento degli oneri, anche se non effettivamente riscossi dal cliente finale. Recentemente questo sistema è stato stravolto da alcune sentenze del giudice amministrativo, adito da alcune società di vendita.

Secondo la ricostruzione dell’autorità giudiziaria gli oneri di sistema sono dovuti esclusivamente dal cliente finale e dunque le società di vendita e distribuzione sono tenute al versamento dei soli oneri effettivamente incassati. Secondo ARERA questo nuovo approccio porterebbe ad un potenziale aumento dei casi di mancato versamento ed a comportamenti opportunistici da parte dei venditori.

ARERA ha dunque cercato di porre un rimedio al fine di evitare in primo luogo un’improvvisa riduzione degli oneri di sistema, che ricordiamo, finanziano importantissime attività di interesse pubblico, e in secondo luogo, conseguente al primo, un aumento generalizzato ed indiscriminato della voce “oneri di sistema” nelle bollette del cliente finale.

Secondo questa nuova impostazione, i venditori e i distributori continuano ad essere obbligati al versamento per intero degli oneri fatturati, anche se non effettivamente incassati. È inoltre concesso agli operatori di ottenere, in un secondo tempo, la restituzione di una quota degli oneri non incassati  sulla base di un meccanismo che premierà l’efficienza dei venditori e dei distributori a ridurre e contenere i casi di morosità. Si sottolinea che il sistema appena prospettato si applica esclusivamente al mancato incasso degli oneri generali di sistema e non anche alle morosità relative alla materia energetica, alle tariffe di rete o ad ogni altra voce della fornitura.

Infine, questo nuovo meccanismo si applica a tutti i clienti finali a prescindere dalla tipologia di contratto e secondo una proiezione dell’autorità stessa, non inciderà sulle bollette finali del cliente domestico tipo per più di 2 euro l’anno.

Bollette elettriche, stop ai maxi conguagli

Secondo le nuove regole contenute nella legge di Bilancio, dal 1° marzo non potranno più arrivare conguagli relativi a periodi superiori ai due anni, lasso di tempo che prima arrivava a cinque anni. La conferma arriva direttamente dall’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che ha pubblicato un comunicato ufficiale.

Inoltre, nel caso di ritardo del venditore nel fatturare i conguagli per consumi riferiti a periodi maggiori di due anni, il cliente è legittimato a sospendere il pagamento, previo reclamo al venditore e qualora l’Antitrust abbia aperto un procedimento nei confronti di quest’ultimo.

Lo stop ai maxi conguagli si potrà applicare alle fatture del gas solo tra un anno (purché abbiano scadenza successiva al primo gennaio 2019) e all’acqua tra due (scadenza di pagamento dopo il primo gennaio 2020).

 

fonte : today.it , quotidiano.net

 

Possibili rincari sulla bolletta elettrica

È necessario fare chiarezza sulle informazioni inesatte diffuse attraverso i social ed arbitrariamente interpretate riguardo ai rincari sulla bolletta energetica, che secondo quanto denunciato, saranno pari a 35 euro.

“È una vera e propria bufala, non ci sarà un aumento in bolletta di quella cifra. Le proteste delle Associazioni di consumatori vanno oltre il valore dell’importo, ma sono legate alle riforme succedutesi dal 2016 in poi che hanno causato un danno per le tasche dei cittadini” si legge in una nota di Adoc firmata dal presidente regionale Giorgio Casadei.

Secondo una stima dell’Adoc, se il costo a carico degli utenti venisse considerato fisso ammonterebbe a circa 5 euro per utenza, considerando la suddivisione dei 200 milioni di euro tra le 35 milioni di utenze presenti in Italia, con un salasso in particolare per le seconde case. Qualora, invece, lo stesso costo venisse legato ai consumi, le maggiori spese graverebbero sulle imprese.

La recente delibera 50/2018 di Arera sul rimborso alle società di distribuzione dei 200 milioni di euro di crediti versati al GSE per gli oneri di sistema non riscossi a causa della morosità delle aziende di vendita e, in misura marginale, dei cittadini ha giustamente scatenato un’ondata di proteste.

Come Adoc chiediamo al nuovo Parlamento e al futuro Governo di avere maggiore riguardo alle fasce deboli della popolazione, sempre più nel mirino di aumenti e rincari.Attendiamo, inoltre, maggiore chiarezza da parte di Arera in merito alla vicenda, in modo da rendere consapevoli i consumatori delle maggiori spese che andranno ad affrontare.

fonte: adoc nazionale,cesena today